Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori

CRI: Cgil Cisl Uil Cisal, "Da ministero silenzio assordante, avviate le procedure per lo sciopero. Il 9 maggio assemblea nazionale e presidio"

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CisalRoma,  17 aprile  2014 - “Lavoratori della Croce rossa italiana verso lo sciopero. Questa mattina le federazioni di categoria di Cgil Cisl Uil e Cisal, hanno riunito le segreterie unitarie per alzare il livello della protesta di una vertenza che mette a rischio il futuro di 4.000 famiglie e quello dei servizi essenziali di emergenza ai cittadini. Una vicenda complessa, che i sindacati hanno stigmatizzato come primo caso Electrolux del pubblico impiego. Secondo i piani messi in atto dai vertici della Cri, per gli operatori ci sarebbero infatti all’orizzonte tagli di organico, che inizierebbero a colpire i 1.500 precari che lavorano su ambulanze e in strutture di soccorso, e riduzioni di stipendio, che hanno già iniziato a raschiare fino a un terzo delle già magre buste paga del personale in servizio. A fronte di questo, denunciano i sindacati, “dopo l’incredibile voltafaccia del Ministero della salute, che ha prima sconfessato e poi riabilitato il comportamento del Presidente della Croce rossa, solo un assordante silenzio”. “Abbiamo dato mandato ai nostri legali di impugnare tutti gli atti della Cri di fronte ai Tribunali amministrativi regionali”, attaccano Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Pa e Fialp-Cisal da mesi mobilitati a fianco dei lavoratori. Ma dalla riunione di oggi emerge soprattutto l’intenzione di affrontare a viso aperto politica e management. E di far crescere la mobilitazione: “Avvieremo subito le procedure per la proclamazione dello sciopero, che si farà entro fine maggio con una grande manifestazione nazionale a Roma”. Mentre già per il 9 maggio è prevista un’assemblea nazionale e un presidio davanti al Ministero della salute. Un messaggio chiaro recapitato proprio al ministro: “Rispetti gli impegni presi dopo la manifestazione del 7 aprile e convochi subito i rappresentanti dei lavoratori. Siamo i primi a voler riorganizzare la Cri. Ma su livelli occupazionali, retribuzioni e tutela dei servizi non arretreremo di un passo”.

Ufficio stampa Cisal: 06.3211627

 

Lavoro: Cavallaro (Cisal), 1 maggio 2014 festa del lavoro a Salerno

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CavallaroRoma, 16 aprile 2014 - “Il Paese ha certamente bisogno di riforme, ma non può in alcun modo trascurare l’assoluta priorità di quella fiscale: l’unica capace di rimettere nel circuito legale le risorse necessarie ad un effettivo rilancio dell’economia reale e del lavoro, e quindi dell’occupazione, della crescita, dello sviluppo. Di una riforma, cioè, che attraverso l’introduzione del cosiddetto “contrasto di interessi”, quale efficace strumento di “collaborazione” tra  cittadino onesto e Stato che ne premi l’onestà attraverso la detraibilità/deducibilità totale o parziale delle spese sostenute, sia in grado di recuperare quella scandalosa evasione, fiscale e contributiva, che impunemente sottrae miliardi, anno dopo anno, all’economia reale di questo Paese.”

Su questi temi, fiscali e del lavoro, interverrà il Segretario Generale Francesco Cavallaro, in occasione della manifestazione organizzata dalla Cisal, in Piazza Portanova a Salerno, per  festeggiare il 1 Maggio.

Ufficio stampa CISAL: 06. 3211627

Manifesto 1 maggio 2014

 

 

 





 

Il lavoro che non c'è: necessaria la riforma radicale del fisco

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CavallaroCome tutti i provvedimenti programmatici, anche il DEF appena varato dal Governo Renzi, soffre di indeterminatezze, di punti di domanda, di dubbi. Lo afferma Francesco Cavallaro, Segretario Generale della Cisal.
Abbondano invece i “titoli” che –prosegue il Segretario - in linea di massima riassumono in termini più o meno organici, i tanti  “annunci” che si sono succeduti nel corso delle ultime settimane. Seguiranno, secondo tempi anch’essi programmati, i provvedimenti  attuativi. Non resta che attendere, quindi, per una valutazione di merito che al momento ed in linea teorica non può che riguardare le buone intenzioni!
Come si può non essere d’accordo, infatti, sul taglio della spesa pubblica improduttiva, che si afferma non avverrà in modo lineare  a differenza dei governi precedenti, ma in modo selettivo?
E come non essere d’accordo sull’abbattimento della pressione fiscale sul lavoro e sull’impresa operando sul famoso cuneo fiscale? Ed in generale, come non condividere le dichiarazioni del Premier  con le quali afferma in maniera quasi stentorea che chi ha finora pagato deve cominciare a riscuotere, mentre chi non ha mai pagato o ha pagato poco, pagherà di più? Nulla da eccepire, quindi? Si chiede retoricamente Cavallaro. Domanda impegnativa che richiede risposte altrettanto impegnative, se non altro per non  finire fra quelle che il Presidente del Consiglio, peraltro non a torto, ritiene proprie dei cosiddetti “benaltristi” di professione.


Ebbene, ad avviso della Cisal ed in linea teorica, riprende il Segretario Cavallaro, la direzione intrapresa  sembra essere quella giusta, ma nella pratica, obiettivamente e non per partito preso, bisogna  ancora  attendere e verificare se i provvedimenti necessari a realizzare il programma ci saranno, se saranno tempestivi e coerenti con le finalità dichiarate e soprattutto se troveranno il consenso sufficiente in un Parlamento la cui maggioranza non sembra del tutto allineata ad alcune scelte di fondo del governo, non solo sul piano delle riforme costituzionali, ma anche su quelle nel campo economico/sociale. Non siamo gli unici a temere la forte incidenza del clima elettorale sulle decisioni o meglio sulle vere o presunte “convenienze” di parte e/o di partito delle decisioni stesse. Nonostante si affermi che gli interessi del Paese siano al di sopra di tutto e di tutti, l’esperienza purtroppo  insegna che quasi sempre, invece, finiscano per prevalere calcoli che quasi mai prescindono da interessi di parte.

   

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