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Audizione CISAL su reddito di cittadinanza e pensioni

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4 marzo 2019

Audizione presso le Commissioni riunite XI (Lavoro pubblico e privato) e XII (Affari sociali) della Camera dei Deputati relativamente a:

Disegno di legge n. 1637 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e pensioni”

RELAZIONE

Nel ringraziare per la convocazione odierna, la CISAL coglie l’occasione per esprimere le proprie considerazioni sul provvedimento in esame, in parte già espresse in occasione dell’incontro con il Presidente del Consiglio, Avv. Conte, e con le Organizzazioni sindacali, concernente la Legge di bilancio 2019, e la successiva audizione del 5 febbraio 2019, con la Commissione Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, del Senato della Repubblica.

La CISAL ritiene che l’introduzione del reddito di cittadinanza non possa essere disgiunta dall’intervento sulla vigente disciplina del sistema previdenziale. Il reddito di cittadinanza, infatti, unitamente alla cosiddetta Quota 100, si pone l’obiettivo di creare maggiore occupazione, in particolar modo tra i giovani, al fine di contribuire in modo concreto alla ripresa economica e occupazionale del Paese.

La CISAL, pertanto, ritiene indispensabile proseguire il dibattito sull’esame dell’attuale sistema previdenziale, estremamente squilibrato e non adeguato ai principi costituzionali anche per gli effetti del sistema di calcolo contributivo.

La CISAL esprime il proprio parere positivo su tali provvedimenti e sull’impianto complessivo del disegno di legge, pur segnalando alcune criticità sui suoi contenuti.

La CISAL, in particolare:

- con riferimento all’articolo 7, comma 15-ter, e alla indicata “…piena attuazione del trasferimento delle funzioni ispettive all’Ispettorato Nazionale del Lavoro…” conferma il proprio dissenso su tale disposizione, che nel tempo ha dato dimostrazione di scarsa funzionalità;

- nei confronti dell’articolo 9 bis, esprime apprezzamento;

- in relazione all’articolo 16, conferma le riserve espresse sul sistema di calcolo contributivo;

- in merito agli articoli 23 e 24, concernenti il TFS per i dipendenti pubblici - pur sottolineando criticamente il trattamento a questo riservato nel corso degli ultimi anni, con i ripetuti blocchi dei rinnovi contrattuali, il rinvio e il frazionamento del pagamento del TFS e i blocchi delle assunzioni, con tutte le conseguenze immaginabili - in attesa che venga ripristinata la “normalità”, prende atto del loro contenuto;

- riguardo all’articolo 25, relativo all’ordinamento degli enti previdenziali pubblici, ritenendo positivo il ripristino dei consigli d’amministrazione, ribadisce la necessità che nel loro ambito siano presenti componenti che rappresentino tutte le parti sociali.

 

 


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