“La perentoria affermazione del Ministro del Lavoro che gli esodati erano soltanto 65mila anziché 300mila, la dice lunga sui comportamenti del Governo per difendere la roccaforte del rigore, già sotto assedio da tempo. Tutto si poteva evitare se l’intervento sulle pensioni fosse stato preceduto da un attento e sereno confronto con le organizzazioni sindacali. Ora non ci si può fermare ai 65mila. Occorre che tutti i lavoratori coinvolti vengano soddisfatti andando a prendere le risorse dall’evasione fiscale, dai fondi accumulati all’estero, dalla cessione dei beni demaniali non utilizzati e facendo partecipare al soccorso nazionale anche le imprese assicurative e le fondazioni bancarie”.
Lo ha dichiarato Francesco Cavallaro, Segretario Generale della CISAL
Ufficio stampa: Arnaldo Bello 3479080541
“Dopo le indicazioni inequivocabili venute dalle ultime elezioni amministrative, la maggioranza di Governo deve dare segnali di cambiamento ai cittadini e avviare un percorso di riforme strutturali in tema di fisco, previdenza e welfare, perseguendo con determinazione politiche per lo sviluppo per uscire dalla recessione e creare nuovi posti di lavoro.
Si è svolto questa mattina il convegno promosso dalla CISAL sulla riforma del sistema fiscale. Il tema, efficacemente sintetizzato dallo slogan “Battere l’evasione fiscale? Per la CISAL si può!”, è stato oggetto di una ampia relazione tenuta dal responsabile del Centro Studi CISAL Dott. Aldo Urbini che ha illustrato la proposta della confederazione di riforma del sistema fiscale basata sull’introduzione dello strumento della contrapposizione di interessi. Sono stati apprezzati gli interventi dell’On. Nicola Formichella e dell’On. Elio Belcastro. Il Segretario Generale della CISAL, Francesco Cavallaro, nelle sue conclusioni ha sottolineato come una radicale riforma del sistema fiscale sia un appuntamento ineludibile per il Governo, per stanare definitivamente l’evasione fiscale e contributiva, causa del vero ritardo del Paese e che la CISAL con la propria proposta, già trasmessa a tutti i parlamentari, intende perseguire principi di vera equità e nel contempo ridurre drasticamente la differenza tra retribuzioni lorde e nette.
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“La riforma del fisco è urgente e indispensabile per innescare anche la crescita economica con una politica espansiva particolarmente indirizzata ai consumi interni. Oltre alla modernizzazione e alla semplificazione dell’intero sistema, dovranno essere favoriti il lavoro e le imprese per dare più potere d’acquisto alle retribuzioni, agli assegni pensionistici e più incremento alla produttività per creare occupazione.
“Che le borse non salutassero positivamente i risultati elettorali di Francia e Grecia era facilmente prevedibile, ma ciò che conta, in ogni caso, è la libera espressione di voto dei cittadini che rivendicano il loro diritto ad essere governati da chi hanno scelto e non dalla speculazione finanziaria. Se così non fosse è palese che vi è qualcuno di troppo.
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